January 27th,2012 
Non ho mai avuto una nonna. Anagraficamente, par di sì. Ma non ho conosciuto nessuna delle due. Mi son mancate, a fasi motivate ed alterne: da bimba, e quei racconti rochi da ‘vanno, vengono, ritornano’ [se mi tocca spiegarvi questa - mbè, lo confesso candidamente - sarebbe meglio non essersi mai trovati che essersi lasciati]; da adolescente, e quelle pizze/benze/jeans e biglietti da concerto comperati con la mancetta extra slungata di nascosto; da adulta, e quei racconti saggi e denudanti di un passato che così farebbe sentire meno, meno e più e basta. Al loro posto, per loro e magari un po’ con loro, la zia Mina (zia alla seconda, zia del babbotto per lo più). La donna minuta e picchiatella, quella che aveva rifiutato il figlio del salumaio perchè “voleva fare la donna indipendente” [e porcapolentaloca quanto sprezzo in quei toni 'sciùrici' che le perle le han rubate a mariti persin distratti per averne nozione], voleva viaggiare e scoprire il mondo, aveva regalato il corredo da nubenda e quei bauli li aveva riempiti di ritagli di giornale e vietatissimi tomoni da maschiaccio. Il mondo, eh no come in tutte le più belle storie, non l’ha visto mica poi tanto. Dalla sua stanzetta d’una tristissima bagina, un giorno m’ha fatto una carezza e m’ha detto: ”Come ti sta bene questo stracotto nuovo, è quello della festa?” A quella carezza, ne son seguite altre ed altre visite ancora, e chiacchierate interminabili in pomeriggi privi di senso e senza un filo conduttore, che mica bisognava per davvero voler arrivare da qualche parte. Ricordi, nomi, sorrisi e lucciconi messi in scena, e non necessariamente sul palco di una vita. Quelle visite, han fatto bene più a me. O forse anche a lei. O forse no. Quel cappotto, insieme ad altre cose, non l’ho più da un pezzo. Ma lo stracotto, da allora, è inequivocabilmente diventato quello della zia Domenica, Mina, con la i breve ed appena accennata. E sempre lo sarà. Greve, breve, brave. ps:oggi è giorno della memoria. Ma fuori dai denti:deve esserlo anche domani, e quello dopo e quello dopo ancora. E non solo di uno. Di dieci, cento mille che a volte se ne perde conto e misura. E non basta ricordarsene e poi far tutto come se e come prima. Stampigliatevelo, chè altrimenti proprio a poco e nulla serve. ——————————————————————————————————————————— INGREDIENTI x 4/6 - 1.2 kg di carne di manzo (io ho usato dei ganascini)
- 5 grandi carote
- 3 cipolle dorate medie
- 1 foglia di alloro
- 5 chiodi di garofano
- qualche bacca di ginepro
- un pezzetto di cannella in stecca
- 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
- 2 bicchieri di vino rosso di medio corpo ( ho utilizzato del Dolcetto di Ovada)
- 1 bicchiere di vino bianco di medio corpo (qui Langhe bianco)
- 2 spicchi d’aglio
- 2 coste di sedano
- brodo vegetale qb
Raggruppare in un sacchettino di garza:alloro, chiodi di garofano, cannella e ginepro. Massaggiare sulla carne sale e pepe a piacere. Tagliare in pezzotti grossolani le cipolle, il sedano e le carote e tritare sottilmente l’aglio. In una casseruola dal fondo spesso (meglio ancora se in terracotta smaltata) riscaldare un cucchiaio di olio evo e rosolarvi la carne da ogni lato. Quando la carne sarà rosolata ben bene, trasferirla dalla casseruola a un piatto;aggiungere quindi le cipolle e lasciare che imbiondiscano per qualche minuto, quindi aggiungere il bouquet aromatico, le carote, il sedano e l’aglio e adagiarvi su la carne. Aggiungere il vino ed il concentrato di pomodoro, coprire con il coperchio e cuocere a fuoco bassissimo, allungando di tanto in tanto con del brodo. Lasciar andare per almeno 3/4 ore se non di più:la carne diventerà tenerissima e succulenta. A cottura ultimata, eliminare la garzina contenente le spezie, riporre nuovamente la carne in un piatto, affettarla (ma se diventerà tenera come innagino, basterà una forchetta!) e servirla con il sugo passato al mixer o col passaverdure. Accompagnare con polenta o purea di patate. January 23rd,2012 
Da quando l’ho preparata per la prima volta, a quando ho steso il post (e cioè uor uora. E sì- anticipo la lecita domanda- io i post preferisco stenderli prima che sian loro a stendere me), credo di aver fatto questa zuppa/vellutata/passatina/cremosa/chiamatelacomevipare/oanchenonchiamatelabastachelaprepariate, almeno 3 volte. E stiam parlando di un arco temporale al di sotto dei quattro dì, follia allo stato brodo. Ehm volevo dire brado [e di qui, testè ideuzza per titolo e relativa ricettucola]. Eppure. E’ una robina da donne però, avvisavovi. ‘Chè un ommo è ommo ed è tipo da panza e sostanza, e la panza co’ sta robina qua tutto fa fuorchè aumentare. Sicchè, stai a vedere si sia riusciti anche a produrre una qualcosina dagli effetti detox, che ultimamente fa tanto faigo nei migliori blog di Caracas. E ari sicchè, stai a vedere che la si sia riuscita anche a preparare con alimenti che almeno una parvenza di stagionalità ce l’hanno. ‘Chè averla fatta- ‘chessò’- con melanzane ed anguria, in effetti, tanto faigo non lo sarebbe mica stato in gennaio. Su su, date un’occhiata in frigo che lo so che c’avete tutto, ci, e preparatela. E se non siete a casa da sole, preparatevi anche a musi lunghi ed occhiatacce truci; ma, ricordategli:meglio una melapatata oggi, che un Tiffany domani. Diventati mansueti anche gli omini di casa, ed hanno già inforcato il cucchiaio eh? Tsè, tocca spiegarvi proprio tutto, tocca. ——————————————————————————————————————————— INGREDIENTI x 4 - 6 patate a pasta gialla medie
- 1/2 cucchiaino di pasta di curry verde
- 2 cucchiai di yogurt greco 0%fat
- 2 mele Pink Lady
- 2 cipolle dorate
- brodo vegetale qb
Pelare le patate e sbucciare le mele,quindi affettare il tutto in piccoli tocchetti. Preparare, con le cipolle, un fine battuto. Riporre tutto in una casseruola,copire a filo col brodo vegetale e lasciar cuocere finchè frutta e verdura non risulteranno tenere. Frullare con l’ausilio di un mixer ad immersione ed aggiungervi lo yogurt greco e la pasta di curry verde. Regolare di sale, se necessario, e servire ben caldo accompagnando –volendo- con un giro di olio evo delicato e qualche crostino di pane appena bruschettato. January 18th,2012 
Nana, nananana nananana nananana nana, neneneeeeeee neneneeeeeeeee nenenene. Mi chiamo Cake. Cup Cake, agente 000.07 e sono ancora un prototipo. Dovessi parodiare fino in fondo, direi anche che oggi non sono Bond. Sono Furibond. Perchè stamane, quando mi son svegliato ed ero ancora nero, cioccoloso e nudino come mamma m’aveva fatto [la quale mamma- come non bastasse- mi cantava anche "E' nat nu criatur,è nat nir,e a mamm 'o chiamm' Cake e sissìgnor 'o chiamm' Caaaake. Seeeee,ciocco Caic seeeeeee" nemmeno ci fosse bisogno di aggiungere avvilimento e seminare sgomento tra il vicinato, e vatti a fidare della ottusa terra delle camice verdi tsè] neve m’accolse. E non è esattamente come quando ti punge vaghezza:da queste parti, quando nevica, ci va decisamente una botta del famoso fattore c affinchè la città non si paralizzi in un battibaleno, o la gente si rincretinisca più del solito e del dovuto. La mamma degenere non fa- ovviamente- eccezione tanto che, che malgrado la mia tenera età, m’ha ‘frostingato’e spedito all’addiaccio e tutto per qualche scatto frettoloso che a momenti le faceva cascar le dita come stalattiti dal soffitto. Ma forse è meglio così, ’chè ‘quella’–al primo accenno di neve- comincia a sclerare e borbottare come uno di quei pensionati in giro di perlustrazione ai cantieri cittadini e non le va bene nulla, si stava meglio quando si stava peggio e non ci sono più le mezze stagioni e quando nevica a Milano la città diventa più sciocca del solito e forse è meglio io tiri fuori le ciaspole da giorno, che del (tacco di) doman non v’è certezza. Per sempre vostro- portate pazienza e se ci pensate vi fo anche tenerezza- fattore C, coppa C [provate a mangiarne più di uno e vedrete che crescita,lol] o Cup Cake all’arrembaggio che dir si voglia. ——————————————————————————————————————————— INGREDIENTI x 16/18 cupcakes Base (da una vecchia ricetta- modificata- dell’Araba più cool della rete) - 250gr farina 00
- 2 cucchiaini carbonato monosodico
- 1 cucchiaino lievito per dolci
- 1/2 cucchiaino di sale
- 250gr zucchero di canna
- 230gr latticello
- 2 uova codice 0
- 100gr olio di semi
- 80gr cacao amaro in polvere
- 200ml caffè americano
- 2 cucchiai di marmellata di arance
- semini di una bacca di vaniglia del Madagascar
- 200gr scorzette d’arancia ricoperte di cioccolato,spezzettate
Per il frosting: - 230gr formaggio spalmabile (non ha gran senso,ma mi ostino ad usare quello light)
- 40gr burro ammorbidito
- 2 cucchiai di yogurt greco
- 200gr zucchero a velo
- 1 cucchiaino di amido di mais
- qualche goccia di acqua di fiori d’arancio
- scorze d’arancia per decorare
Preriscaldare il forno a 180°C e rivestire degli stampi da muffin con gli appositi pirottini di carta. Preparare il frosting:con l’ausilio di un mixer, montare il formaggio e lo yogurt col burro sinchè il composto risulterà ben spumoso. Aggiungervi quindi l’acqua di fiori d’arancio,l’amido e lo zucchero a velo e continuare a montare sino ad ottenere una consistenza sostenuta. Tenere in frigo fino al momento della decorazione. Mescolare, in una ciotola,tutti gli ingredienti secchi per preparare i cupcakes. Preparare, in un’altra ciotola, i rimanenti ingredienti umidi e mescolarli- avendo cura di girare giusto il necessario all’amalgama- insieme. Porre il composto nei pirottini e cuocere per 20′. Lasciar raffreddare su una gratella prima di ricoprirli con il forsting (io in genere ne metto giusto una cucchiaiata, di più rischio attacco di nausea repentino. Voi, obviously,fate come meglio credete. Al cuore,e ai gusti non si comanda!) e decorare con un pezzetto di scorza d’arancia candita e ricoperta di cioccolato. January 11th,2012 
Woman in Love, della Streisand, avete presente? Il pezzetto in cui attacca con un ‘We may be oceans away, You’ll feel my love, I hear what you say. No truth is ever a lie, I ‘crumble’ and fall, but I give you it aaaaaaaaaall’. O, se preferite, Stand by me, stessa scena pezzetto diverso: ‘If the sky that we look upon, should ‘crumble’ and faaaall’. Ok, ok, era stumble nel primo caso, e tumble nel secondo (ma nella strofa seguente,il mare ‘crumbla’per davvero),ma quando sbriciolo, non posso fare a meno di canticchiare e modificare. Così, tanto per il gusto di aggiungere confusione alla confusione [e non ce ne sarebbe il bisogno, mea culpa]. Ip [che sta per intra post]:quanto mi piacciono le robe interattive, la Cri rilancia uor uora con Macy Gray ed il suo Try,dove a crumblerare è proprio il mondo, lol se è avanti l’adorata golosastra! Sicchè, ci scommetterei, prossima volta che preparerete un crumble (e non necessariamente questo, anche se buonino lo è per davvero) canticchierete ricreando e connettendo anche voi. Io, canticchio e ricreo. Sul connettere, e non ci giurerei invece. Augh. ——————————————————————————————————————————— INGREDIENTI - zuppa di legumi e cereali qb
- 1 fetta di pane sbriciolato per ciascun commensale
- una manciata di nocciole tritate
- erbe aromatiche
- 2cm zenzero fresco
- olio evo
Spezzettare il pane in piccoli pezzi, quindi ridurlo in grossolane briciole. Tritare con le mani le erbe aromatiche (io ho usato timo,timo limone e maggiorana freschi, già che ancora resistono) e ridurre in pezzotti le nocciole. Mescolare insieme le briciole di pane,lo zenzero pelato e grattugiato, le nocciole e le erbe aromatiche in una piccola ciotola. Riscaldare un cucchiaio di olio evo in una padella e tostarvi il composto di briciole, sinchè risulterà dorato e croccante. Servire la zuppa calda ben cosparsa dal gustoso crumble (in alternativa,si può porzionare il tutto in cocotte monoporzione, saltare il passaggio di tostatura in padella e passare il tutto insieme sotto il grill del forno per qualche minuto) | | Random Posts May 13,2010 November 15,2010 March 10,2011 June 13,2011 April 19,2010 |