Di peperoni, polpette e ricordi

Aulì e aulè, tu li lembemblù…ecco cosa mi ricordano le polpette: il mago Pancione!!

Sgangherato d’un maghetto magone, starnutiva col pepe e si ingolfava di pepite di carne: ed io, piccina picciò, ne rimanevo incantata (e poi dicono che le scelte alimentari non derivino dall’infanzia, nutrizionisti pivelli tsè) sino a far assurgere, ancora oggi, allo status di comfort food un alimento semplice eppure straordinario.

Se proprio proprio, a voler sottilizzare, le preferirei tuffate in un mare di salsa di pomodoro, tanto ma tanto basilico e del buon pane con cui scarpettare, nulla di più.

Ma questa versione ha il sapore dei pomeriggi estivi trascorsi ad invasettare, arrostire, sfrigolare, salsare e conservare i frutti dell’orticello per i tempi più grigi invernali: tanta fatica, ma anche risa, chiacchiere e quel sottile filo di lungimiranza che passa, ed è passato, di madre in figlia.

Oggi, come allora, abbiamo invasettato, insacchettato e stipato.

Oggi, come allora, ad attenderci questa piccola ricompensa: ortaggi in versione trigliceridica- detesto e nemmeno troppo cordialmente friggere, qualora non si fosse capito, ma fa parte dello scenario- ed una montagna di polpette…sarà pure autosuggestione, ma la faticaccia fatta si è come polverizzata. E se penso all’ultima volta che ho preparato questa pietanza, e per chi, il cassetto dei ricordi suona note complesse…

Ma, ancora una volta, le polpette mi rendon felice, e per oggi tanto mi basta.

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INGREDIENTI X6

  • 1,5kg peperoni
  • 500gr carne trita di manzo
  • 300gr pane raffermo ammollato
  • 100gr Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 70gr Pecorino Romano grattugiato
  • una manciata di capperi
  • una manciata di olive nere
  • prezzemolo
  • sale

Per i peperoni:

lavarli e mondarli, quindi tagiarli a tocchetti piuttosto grossi e friggerli in abbondante olio ben caldo fino a completa doratura.(volendo, 10′ prima della fine della cottura, vi si può aggiungere una manciata di pomodorini tagliati a pezzetti; il risultato sarà ancora più corposo e ricco)

Per le polpette:

preparare l’impasto mescolando la carne, il prezzemolo tritato, le uova, il pane ed i formaggi; regolare- se necessario- di sale. Formare delle polpettine e friggerle in abbondante olio ben caldo.

Unire i peperoni alle polpettine, aggiungervi i capperi e le olive tagliate a pezzetti e lasciar insaporire- a temperatura ambiente- un paio d’ore prima di servire.

Il buongiorno si vede dal pandolce

O anche: il mattino ha il pandolce in bocca!

Sarà l’animo segretamente teutonico, sarà che come direbbe la Mannino ’sveglia alle 6:40, doccia faccende domestiche di primavera filet passeggiatina col cane cyclette colazione per la famiglia-propria e a volte anche quella dei vicini- decoupage stencils potatina ed innaffiamento piantine…e sono solo le 6:50′ ma per la colazione ho sempre prediletto il salato con piccole concessioni italiche per il comunque moderatamente dolce, visto che in caso contrario carburo poco e male.

E se è vero- come lo è indissolubilmente per me- che panificare rilassa, questo pandolce diventa Mery Poppinsianamente ‘praticamente perfetto’: zuccherino ma non troppo, compatto eppure fresco per giorni, inzuppevole senza precludere tuttavia lo spalmamento, e persino declinabile in più e più varianti.

Eppoi, la soddisfazione dello sbattere l’impasto per compattare la maglia glutinica, scarica ed evita il litigio nell’immancabile caos cittadino: ieri quasi sorridevo- dallo specchietto retrovisore-allo sciocchino di turno versione ’socchmacher’ che fremeva al primo accenno di verde del semaforo…quando ricapiterà più? Al prossimo esperimento per il mattino, temo!

INGREDIENTI X UN PANDOLCE DI ca 1 KG

  • 600gr farina 1
  • 150gr crusca
  • 300gr lievito madre rinfrescato
  • acqua tiepida fino a resa della giusta elasticità
  • 100gr zucchero di canna
  • 150gr gocce di frutta (o uva sultanina o ciò che si preferisce)

In una capiente ciotola impastare la farina, la crusca, il lievito, le gocce di frutta, lo zucchero ed acqua a sufficienza sino a raggiungere un impasto elastico; sbattere energicamente il composto sul piano di lavoro prima di riporlo a lievitare- in luogo caldo- fino a raddoppiamento di volume.

Preriscaldare il forno a 220°C, cuocere per 30′ sul ripiano più basso; quindi diminuire la temperatura a 180°C e lasciar cuocere per ulteriori 30′.

Sfornare e lasciar freddare prima di affettare.

Che ne sai di come mangian la pasta i Greci…

…e in effetti, qui non è che lo si saprebbe proprio con estrema certezza, anzi!

Però che la feta si sposi con la più italica pasta, non potrebbe essere affatto una cattiva idea.

Di più: non lo è! Ne è venuto fuori un piattino delizioso, fresco, estivo ed interculturale, la commistione deve essere anche questo per esser tale.

Per stavolta io ho usato un formato di pasta simpatico, che non conoscevo- dono di una carissima amica- a mo’ di foglia di ulivo, ma andrà bene qualunque formato preferiate usare…certo che quell’accenno spinacioso di verde, non ci stava niente male, nella cromia e nel sapore.

Al solito, se siete curiosi, assaporare per credere (e magari fare nuove amicizie che vi procurino pastine spiritose ed allegre!).

ps: la citazione, cui si ispira il titolo, per gli sfortunelli che non l’avessero ancora visto, è ovviamente da ‘Mediterraneo’ : dite alla nuova amica di passare in videoteca, prima ancora di portarvi la pasta!!

INGREDIENTI X4

  • 250gr pasta
  • 200gr feta
  • 10 pomodorini pachino
  • origano
  • 20 olive Kalamata
  • olio evo

In una pentola portare ad ebollizione abbondante acqua non salata, tuffarvici i pomodorini e prelevarli dopo un minuto.

Lasciarli raffreddare e privarli della pellicola esterna.

Mescolare, in una ciotola ed aiutandosi con un frullatore ad immersione, la feta sbriciolata ed i pomodorini; denocciolare le olive, tagliarle a dadini ed aggiungerli alla crema.

Completare con origano ed olio evo (non occorre salare, il formaggio è di per sè molto sapido).

Cuocere la pasta ben al dente e condirla con la crema; per completare- volendo- qualche cubetto di pomodoro fresco, olive e del buon olio evo.

Tortina di crusca

Questa torta ha una storia, che viene anche piuttosto da lontano.

O meglio, questa torta ha due storie: una più antica, che racconta di sapori d’infanzia e nonne e mamme ancora in fieri che non più figlie ne senton fortemente la mancanza; ed una più recente, che racconta di un sabato mattina trascorso in mulino, con quel nonno che tutti vorrebbero avere (persino quando, leggendo il giornale via Ipad, lecca il dito per sfogliare le pagine, tenerello ed avanguardista!), ed una famiglia tutta, di generazione in generazione, entusiasta del proprio lavoro, con un senso dell’accoglienza innato e che del grano conserva i colori persino nella capigliatura.

Il Mulino Marino non ha bisogno di presentazioni, eppure toccare, annusare e vedere con i propri occhi quanta passione si celi dietro gesti antichi, sapienti e quasi magici, è un’esperienza che difficilmente si dimentica: dovesse capitarvene l’occasione, non lasciatevela scappare; anzi, non vi fosse occasione, andatela a cercare, quella pentola “d’oro” che vi troverete non vi deluderà.

Ed è proprio con quell’ospitalità genuina che siamo stati accolti in un pigro e già freschino giorno di luglio: abbiamo chiesto curiosi ed imparato, ne siam tornati con un bottino interessante ed alternativo ( stay tuned , se ne vedranno delle buone!), ma soprattutto ci è stata donata della crusca (e che crusca!) con cui replicare quel famoso dolcino preparato dalla nonna: la ricetta- non avrebbe potuto essere altrimenti- non sarà mai come l’originale, e forse nemmeno il sapore…ma giurerei che questa tortina sappia proprio di amore,un pizzico di nostalgia e nuove belle amicizie!

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INGREDIENTI PER UNO STAMPO DA 26cm

  • 250gr crusca
  • 100gr farina 00
  • 100gr amido di mais
  • 250gr yogurt (ne utilizzo solo magro)
  • 40gr zucchero di canna
  • 200gr uva sultanina, precedentemente ammorbidita in acqua tiepida
  • 4 uova codice 0
  • 140gr canditi a pezzetti
  • 40gr olio di semi
  • 1 busta cremor tartaro
  • 1 cucchiaio estratto di vaniglia
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere (facoltativo, stavolta l’ho omesso avendo usato uno yogurt zenzero/cannella BioSpega da urlo)

Preriscaldare il forno a 180°C.

Sbattere le uova, in un mixer, con lo zucchero fino a quando non saranno diventate ben spumose.

Setacciare la farina ed il lievito, incorporarli al composto di uova insieme al resto degli ingredienti; mescolare delicatamente e per il solo tempo necessario ad amalgamare gli stessi.

Imburrare leggermente uno stampo, infarinarlo ed eliminare il residuo in eccesso; porvi il composto e livellarne la superficie aiutandosi con una spatola appena inumidita.

Cuocere per 40′ o fino a che la prova stuzzicadente non rivelerà un interno asciutto e ben cotto.