
Ci risiamo, giornata grigia ed umore in dispersione.
Non ci sono accappatoi azzurri che tengano, nè corse a perdifiato per i campi a rincorrersi i pensieri e l’anima…nulla,nemmeno il training autogeno basterebbe, demordo e metto su Carol of the Bells- e per l’ennesima siamo fuori stagione, transeat- nelle più diverse versioni e faccio andare le mani.
Preparo lasagnette di legno e tortini di bulloni, farcisco panini di matite e condisco mazzetti d’asparagi con pastelli colorati, lego insieme mele e martelletto pur di far fluire la matassa: è questo ciò che mi placa, questo tutto insieme; cibo e mani, mani in attesa di qualcosa di buono che deve decantare prima di tradursi in piacevolezza, mani che sanno trasformare materiali così diversi tra di loro da finire col somigliarsi.
Ma preparo qualcosa che somigli anche un po’ a me, che possa raccontare anche ciò che non sempre riesco a dire: un piatto che lascia le mani in pasta e parte da qualcosa di piccolo per diventare ciò che è, si setifica e si tosta, fa bolle, si scompone e si ripone senza ritegno fino a regalare una piacevolezza inaspettata da tiramisù salato. Pochi ingredienti, semplici, freschi ed essenziali; essenziali come ciò che- giorno dopo giorno- prende forma fuori dal me.

INGREDIENTI X 4
- 16 fette di pane casereccio
- 500gr ricotta piemontese
- 300gr panna acida
- 2 bustine zafferano
- un barattolino di pomodorini confit
- zucchero di canna
Mescolare la ricotta con la panna e lo zafferano, lavorare fino a ridurre al minimo i grumi, quindi montare per pochi secondi con un minipimer.
Abbrustolire le fette di pane e tagliarle in piccoli tocchetti.
In una pirofila, porre sul fondo uno strato di quadratini di pane, coprire copiosamente con la crema, aggiungervi i pomodorini confit (che per l’occasione ho “confitato” con un pizzico di zucchero in più del solito, origano e pepe di szechuan) e proseguire fino a raggiungere l’orlo del contenitore con un ultimo strato di crema.
Lasciar riposare un’oretta e, prima di portarlo in tavola, ricoprire di zucchero di canna e caramellarne la superficie con un cannello o per qualche minuto sotto il grill.



MI HAI LASCIATA SENZA PAROLE!! il tiramisù salto non l’avevo mai sentito, ma non credo che passerà troppo tempo prima che lo provi, lo trovo geniale! grazie per come hai rincorso fili di aquilone sulla brezza dei ricordi e della fantasia, l’ho apprezzato molto!
Grazie a te, per il lancio iniziale che ha dato la spinta agli aquiloni!
Potrebbe essere la volta buona che faccio pace col tiramisù!
Devi proprio provarlo Alex, anche se son di parte preferendo, da sempre, il salato al dolce!
[...] Reb so Long, So Long and Thanks for all the Food, Salatomisu [...]
oh ma che meraviglia!_D e che bell’occasione per segnarmi questo blog!:DDD
no eboria so scema:DDDD non ti avevo riconosciuto….io mi ricorda un altro blog, con altri colori:( ( nn mi ricordo mai i titoli:D)
Genny, sei mitica!!!!! hihihihi
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Urca! Sorpendente!
Ma sai che è una genialata??
Inoltre non conoscevo ancora il tuo blog e sono contenta di averlo visto!
A presto!
Grazie Tiziana, anch’io son felice d’averti trovata! A prestissimo!
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Ho scoperto il tuo blog grazie al contest di Jul’s e ho dovuto subito provare questa ricetta per la felicità. Per la fretta non abbiamo messo lo zucchero (troppo caldo per il forno!!) ma… è buonissimo! Brava brava! Una ricetta spettacolare!! Baci baci, Ali
Sono davvero contenta vi sia piaciuto! Baci e a presto
[...] {So Long and Thanks for all the Food} Salatomisu – Set DELUXE – Torte Tatin Emile [...]
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